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La tecnica del Respiro Circolare
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I 5 elementi del Respiro Circolare

Quando la tua l’energia psichica ritorna oltre il periodo della prima infanzia e penetra nel retaggio della vita ancestrale, ecco che si spalanca il tuo mondo spirituale profondo, la cui esistenza non avevi mai sospettato.
Carl Gustav Jung

Esistono molte tecniche respiratorie, ognuna con una funzione specifica a seconda dell’epoca in cui viene utilizzata, di chi la usa ed a quali fini. Ci sono tecniche egizie, cinesi, indiane, sciamaniche, per le arti marziali, la cura della salute, la meditazione e così via: ognuno può divertirsi nella sua vita a sperimentarne quante più possibile, trovando infine la sua preferita, per giungere ad usarla con padronanza e ad apprezzarne i benefici. Personalmente ho scelto il Respiro circolare per la rapidità degli effetti dal piano psicosomatico sino a quello spirituale, la semplicità dell’uso e la versatilità, ossia la possibilità di usarlo in diversi contesti.
La tecnica presuppone sostanzialmente cinque elementi: rilassamento fisico, respiro senza pause, attenzione alle sensazioni fisiche più delicate, capacità di accogliere le esperienze che emergono con un atteggiamento mentale positivo e di disponibilità.
Assieme, essi creano qualcosa di estremamente affascinante e potente, versatile a tal punto da poter essere impiegato sia in contemporanea allo svolgimento delle attività quotidiane, sia in sedute vere e proprie della durata di un’ora o più, trascorse solamente a respirare.

Vediamo ora nell’ordine le componenti del Respiro circolare.

1) Rilassamento fisico

E chiudo gli occhi per vedere.
Paul Gauguin

Un breve ciclo di rilassamento – cinque minuti - precede la seduta di respiro. Il corpo viene messo in uno stato di quiete e ciò permette:
a) di focalizzare l’attenzione sulle proprie sensazioni fisiche. Solo se si è immobili si può sentire una differenza di temperatura in una certa zona, una contrazione in un’altra e così via.
b) di lasciare andare le perturbazioni energetiche che interessano il corpo. Tenere rigide certe parti durante la sessione manterrebbe il blocco fisico ed emozionale che c’è dietro; solo se il respiro arriva sin lì e il corpo si rilassa, le emozioni possono essere rilasciate da quella zona e andandosene lasciare un senso di maggiore leggerezza.

La respirazione si può effettuare tanto ad occhi aperti quanto ad occhi chiusi. Quest’ultima ha un’altra profondità ovviamente, perché il tracciato elettroencefalografico passa più rapidamente in stato alpha, tipico del dormiveglia e degli stati di estrema rilassatezza in cui la mente si rigenera. Però non può essere svolta ovunque come quella ad occhi aperti, utilizzabile a casa, al lavoro, in auto, durante le nostre eventuali pratiche spirituali.

2) Respiro circolare

La vita dell’uomo è un cerchio,
dall’infanzia all’infanzia;
e così è in tutte le cose governate dal potere…
Tutto ciò che fa il potere del mondo
è fatto a cerchio.
Black Elk Speaks

Respiro “circolare” significa che il canale è sempre lo stesso – se si inspira dal naso si espira dal naso e se si inspira dalla bocca si espira dalla bocca –, senza pausa tra le due fasi – ossia all’inspiro segue immediatamente l’espiro, e viceversa –. La continuità del respiro rimanda a quella del ciclo delle stagioni, del percorso del sole e delle stelle nel cielo, di tutto ciò che vive: mai un’interruzione, solo armonia. Attraverso questa modalità di respirazione è quasi come se l’essere umano entrasse in contatto con le forze dell’universo, ricevendone sostegno, un senso di unione, di pace, di armonia, come in effetti accade anche dopo soli cinque minuti di respiro circolare.
La profondità e la velocità dello stesso dipenderanno dal tipo di intenzione: sarà veloce e profondo se l’obbiettivo è entrare in uno stato di ricettività, attenzione, calma mentale; sarà veloce e superficiale se la sensazione del momento è dolorosa, permettendole così di fluire attraverso il corpo ed impedendo che essa ed il respiro, si blocchino (ad esempio, come accade quando non si vuole sentire il male di una martellata sul dito).
Se la sensazione del momento è piacevole oppure interessante e si vuole espanderla, allora il ritmo lento e profondo è più opportuno – infatti, tale modalità si attiva in modo naturale e spontaneo in stati di calma ed euforia.
L’ultimo caso, quello del respiro lento e superficiale, non interessa qui, perché porta al sonno ed è simile a quella che teniamo già normalmente durante il giorno.
La scelta del naso o della bocca è lasciata alla sensibilità individuale. Nelle sedute che conduco con persone inesperte, preferisco ricorrere alla bocca, perché muove molte emozioni e permette di agire più profondamente a livello psicosomatico; quando il respiro serve per affinare la percezione o per calmare la mente, consiglio di utilizzare il naso(1).
Riguardo al respiro veloce e profondo, mi sono sempre stupito di come anche gli sportivi frequentemente hanno difficoltà a praticarlo in stato di rilassamento, da fermi. In effetti, questa tipologia di persone tende scaricare a livello fisico le tensioni ed i disagi, come pure un eccesso di energia. Permettere a tale tensione di salire a ritroso, ossia dal corpo alla sfera emozionale, sino alla sfera spirituale, comporta in effetti grandi trasformazioni e perciò scattano numerosi meccanismi difensivi che si oppongono al cambiamento (inconsciamente vissuto come qualcosa di doloroso e pericoloso, come la nascita - il primo cambiamento importante da noi sperimentato), specie durante una sessione: l’apnea ed il sonno, assieme alla tendenza a muoversi, grattarsi, aprire gli occhi, pensare ad altro e così via.

    Profondità del respiro
    + superficiale + profondo
Velocità del respiro + lento Respiro lento e superficiale
(perdita di consapevolezza;
non utile in questa tecnica)
Respiro lento e profondo
(per espandere le sensazioni)
+ veloce Respiro veloce e superficiale
(per far fluire velocemente il dolore)
Respiro veloce e profondo
(per prendere energia)

3) Consapevolezza dei dettagli

È qui, in questo corpo che vi sono i fiumi sacri: qui vi sono il sole
e la luna così come tutte le mete di pellegrinaggio…
Non ho mai visto un tempio tanto luminoso quanto il mio corpo.
Saraha

Colui che respira sarà vigile nei confronti delle più piccole variazioni a livello fisico. Portare prima l’attenzione ai propri pensieri oppure alle proprie emozioni può distogliere dalla consapevolezza del qui ed ora: per evitare distrazioni, l’attenzione primariamente rimane al corpo. Inoltre, non si cerca di eliminare una sensazione di tensione, dolore, prurito, attraverso un tentativo di massaggiarsi, grattarsi, o muovere gambe e schiena. Dietro un formicolio, un tremito, una qualsiasi sensazione potrebbe nascondersi un’emozione, un’immagine o un ricordo importante: bisogna quindi andare oltre la tentazione, usando l’energia del disagio per incrementare la respirazione - un buon trucco per riuscirci è immaginare di prendere aria nel punto del corpo che richiama l’attenzione e tutto il resto viene da sé.

4) Atteggiamento mentale positivo

Mira alla luna. Anche se la manchi finirai in mezzo alle stelle.
Les Brown

Per sostenere l’emergere di ricordi ed emozioni, è importante sviluppare l’abilità di scoprire, in ogni evento giudicato negativo, l’aspetto di Luce. Si parte da un’ottica che agevola l’integrazione, ossia l’accettazione e la comprensione, di ciò che è “indigesto”, secondo il principio che non esiste mai nulla di assolutamente negativo.

5) Assenza di giudizio

Il vero apprendimento affiora quando cessa lo spirito di competizione.
Krishnamurti

Significa stare di fronte a tutto ciò che si manifesta tramite il respiro con rispetto e attenzione; non paragonare nulla di ciò che si sta vivendo con le aspettative, i desideri, i ricordi o i principi. Tutto è com’è, aldilà del bene e del male, del giusto o dello sbagliato, dell’utile o dell’inutile, del piacevole o dello spiacevole.

 
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